Piantina teatro Berga

Storia della galleria

La Galleria d’arte Berga è situata in uno degli ingressi del Teatro romano di Vicenza (fig. 1, in giallo la zona sud-est della città denominata “Berga”, con in rosso il teatro), eretto negli ultimi anni del I secolo a. C., ed infatti lungo le pareti dello spazio si conserva ancora l’originario tessuto murario del teatro. Percorrendo l’isolato circostante la galleria, che comprende Contrà Santi Apostoli, piazzola San Giuseppe, Porton del Luzzo e piazzatta Gualdi (fig. 2, foto aerea), e seguendo i profili degli edifici che vi sono inseriti è ancora percepibile la forma dell’intero emiciclo teatrale, che ripropone la caratteristica forma radiale della cavea (gradinata) del teatro romano (fig. 3). L’importanza della collocazione del teatro di Berga nel contesto della Vicenza romana è stata, pertanto, fedelmente replicata nei secoli successivi dagli edifici cresciuti sulle antiche rovine, ed il suo valore storico ancora si mantiene tra le mura di Galleria Berga, oggi spazio espositivo d’eccellenza. Inaugurata nel 2008, alla presenza del critico e storico d’arte Vittorio Sgarbi, la Galleria Berga è uno dei punti di riferimento principali per l’arte moderna e contemporanea della città di Vicenza. L’apertura della galleria, di così forte impatto scenico e storico, si deve al suo titolare, Stefano Pausa, che, dopo aver maturato un’esperienza ventennale nel settore, decise di lavorare stabilmente nella sua città d’origine. Appassionato d’arte contemporanea e collezionista, approfondisce la sua conoscenza dell’arte antica grazie alla frequentazione del prof. Vittorio Sgarbi, ed affina la sua attività negli anni, collaborando con prestigiose gallerie ed esperti d’arte, sia in Italia (Roma, Milano) sia all’estero (Parigi, New York). Già esperto di arte antica e moderna, con l’attività di gallerista si muove sempre più verso l’arte contemporanea, sostenendo anche giovani artisti attraverso l’organizzazione di mostre personali, la pubblicazione di cataloghi e contribuendo all’approdo di alcuni anche alla Biennale di Venezia.