Stili Incrociati Linguaggi trasversali, Linguaggi trasversali Stili Incrociati

Francesco M. Caberlon (Vicenza 1963) espone in Galleria Berga una serie di opere eseguite dal 1986 ai giorni odierni. Sono opere figurativamente diverse, come diversi sono i materiali usati -colori acrilici, collage, neon- ma hanno un denominatore comune nell’uso della interazione coordinata di vari stili e linguaggi artistici. Nel periodo formativo dell’artista vicentino, negli anni Settanta ed Ottanta del Novecento, era importante ampliare i confini dell’arte verso percezioni distanti dalla vista e forme inedite e inattese. Ne derivò la più assoluta interdisciplinarietà degli strumenti usati, all’epoca erano le riprese in video: le fotografie, le partiture musicali, i documenti cartacei. In seguito la decorazione e il design, alla quale la creatività di Francesco M Caberlon fa ancora appello, venata, altresì, di poetica pop, l’altro caposaldo dei suoi anni formativi “che rende serio ciò che è frivolo e frivolo ciò che è serio” (A. Vettese, Capire l’arte contemporanea. 2002. P 130). Da ultimo l’artista vicentino usa le fonti luminose e a neon che se, oggettivamente, sono espressione dello straniamento provocato dalla luce artificiale negli ambienti chiusi, stanno ad apostrofare in maniera sottile e giocosa il suo, il nostro, distacco nei confronti della complessità del mondo che a volte è necessario assumere.

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